Spesso siamo soliti pensare che “chi ce l’ha fatta” ha avuto tutto facile ed una strada in discesa. Ma…non e’ sempre così. Spesso...e’ esattamente il contrario.

Anche coloro che oggi hanno lasciato un segno nella storia, hanno attraversato momenti di difficoltà, di fallimento e di perdita di fiducia. Questa sezione del sito vuole raccontare piccole storie di persone, oggi grandi personaggi, che si sono però lasciati guidare dalla loro passione, talento e creativita’ per realizzare la propria missione.

Persone di ogni settore artistico, scientifico, imprenditoriale, creativo che, realizzando la propria vocazione sono divenuti imprenditori di se stessi nei vari settori professionali in cui si sono espressi.

Cercheremo di raccontare brevemente alcune storie, anche di brand noti a livello internazionale, perche’ siano di ispirazione, consapevoli che sono proprio le storie a fungere da esempio e da “movens”, per riflettere e ispirare la nostra auto-realizzazione.

GIACOMO BALLA, la creativita' del tratto e la sensazione delle immagini

da TalentNCreativity

Giacomo Balla (Torino 1871 – Roma 1958), pittore, scultore, scenografo e autore, è stato tra i primi protagonisti del divisionismo italiano, per poi diventare un esponente di spicco del Futurismo.

Già da adolescente aveva dimostrato una predilezione per l'arte: si avvicinò alla musica per poi passare alla pittura e al disegno; nel frattempo il padre gli trasmise la passione per la fotografia, che si rivelerà fondamentale per la sua formazione artistica. Dopo il liceo, mentre seguiva un corso serale di disegno, Giacomo decise di frequentare anche l'Accademia Albertina. Nel suo percorso universitario studiava prospettiva, anatomia e composizione geometrica. Principalmente autodidatta, durante la ricerca del suo stile artistico, fu influenzato dagli artisti divisionisti che frequentava. Successivamente venne assunto da un fotografo pittore, il cui studio era uno dei più importanti d'Italia. Nel 1895 Balla decise però di lasciare Torino per stabilirsi a Roma, dove abiterà per tutta la vita.

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MARGHERITA HACK L'ICONA DELL'ASTROFISICA

da TalentNCreativity

“Fulgida figura di astrofisica, donna di granitica fattura, autonoma, indipendente, incarnazione del libero pensatore”. Così la giornalista Maria Luisa Agnese ha definito Margherita Hack.

Margherita Hack è stata una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana (fino ai novant'anni inoltrati). Nata a Firenze nel 1922, è stata un'astrofisica e divulgatrice italiana. Il padre era un contabile fiorentino e la madre, toscana, era diplomata all'Accademia di Belle Arti e miniaturista alla Galleria degli Uffizi.

Nel 1944, ha sposato il letterato Aldo De Rosa, amico di infanzia e suo compagno sino alla fine dei suoi giorni.

Margherita si è laureata in Fisica nel 1945 con una tesi di spettroscopia stellare, destinata a diventare il suo principale campo di ricerca. La libertà di iscriversi alla facoltà di Fisica le era stata data dagli stessi genitori: “Fai ciò per cui ti senti più portata”, le consigliarono, e così Margherita fece. Il suo nome si legherà a doppio filo alla scienza astrofisica mondiale.

Una figura carismatica: Margherita Hack è un personaggio iconico non soltanto per il suo talento scientifico, ma anche per le sue stesse scelte di vita, per il suo essere uno spirito anticonformista e per il far parte di quella schiera di donne che, grazie al proprio coraggio e alla propria perseveranza, hanno portato il mondo femminile in un settore scientifico come quello della fisica e dell'astronomia.

Ha occupato la cattedra di astronomia all'Università di Trieste, e, in qualità di professore ordinario, è diventata la prima donna italiana a dirigere l'Osservatorio di Trieste, portandolo a rinomanza internazionale. La sua gestione durerà per più di vent'anni.
La Hack, negli anni, ha svolto inoltre un'importante attività di divulgazione e ha dato un considerevole contributo alla ricerca. Ha fatto nascere e poi diretto, nel 1980, un "Istituto di Astronomia" che è stato poi sostituito da un "Dipartimento di Astronomia". Negli anni ha anche collaborato con numerosi giornali e periodici specializzati, fondando la rivista "L'Astronomia" di cui diventerà direttrice per tutta la vita.

Nel 1980 ha ricevuto il premio "Accademia dei Lincei" e nel 1987 il premio "Cultura della Presidenza del Consiglio". Membro delle più prestigiose società fisiche e astronomiche, ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei (California, New Jersey, Parigi, Olanda e Messico). Scrittrice, divulgatrice di spessore, grande amante del mondo animale, vegetariana, con un animo sensibile alle problematiche civili della contemporaneità, ha fatto spesso sentire la propria voce, a proposito di questioni anche spinose come per le battaglie per il riconoscimento delle coppie di fatto. Pur restando sempre volta ad osservare le stelle del firmamento, fu ricca di passioni, scelte e impegno.

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