Spesso siamo soliti pensare che “chi ce l’ha fatta” ha avuto tutto facile ed una strada in discesa. Ma…non e’ sempre così. Spesso...e’ esattamente il contrario.

Anche coloro che oggi hanno lasciato un segno nella storia, hanno attraversato momenti di difficoltà, di fallimento e di perdita di fiducia. Questa sezione del sito vuole raccontare piccole storie di persone, oggi grandi personaggi, che si sono però lasciati guidare dalla loro passione, talento e creativita’ per realizzare la propria missione.

Persone di ogni settore artistico, scientifico, imprenditoriale, creativo che, realizzando la propria vocazione sono divenuti imprenditori di se stessi nei vari settori professionali in cui si sono espressi.

Cercheremo di raccontare brevemente alcune storie, anche di brand noti a livello internazionale, perche’ siano di ispirazione, consapevoli che sono proprio le storie a fungere da esempio e da “movens”, per riflettere e ispirare la nostra auto-realizzazione.

HUBERT DE GIVENCHY : la passione vince su tutto

da TalentNCreativity

Nato nel 1927, Hubert James Taffin de Givenchy è uno stilista francese che ha segnato la moda degli anni '50, che è diventato famoso per aver creato abiti personali e di scena dell'attrice Audrey Hepburn e di tante altre donne importanti e famose come Jacqueline Kennedy, l'imperatrice Farah Pahlavi, Marella Agnelli, la principessa Grace, la duchessa di Windsor e molte altre.

Hubert ha faticato, e non poco, soprattutto di fronte ad una famiglia borghese che si è sempre opposta a questa sua passione per la moda. Anche gli studi all’Ecole Nationale Superieure des Art a Parigi, non furono bene accolti dalla famiglia.

Ma dopo tante difficoltà, iniziò il suo apprendistato dai sarti più famosi di Parigi: Lelong, Piguet, Jacques Fath e Elsa Schiaparelli.

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JAN KOUM : chi e' l'ideatore di whatsapp ?

da TalentNCreativity
 

E' nato a febbraio nel 1976 l'imprenditore ucraino, CEO e cofondatore dell'applicazione di messaggistica istantanea mobile più famosa al mondo, conosciuta da tutti col nome di WhatsApp. Jan Koum, intuitivo ed intelligente, non ebbe vita facile fino ai 16 anni. Visse in Ucraina ai tempi dell'Unione Sovietica, e in quegli anni, il telefono era solo per ricchi e comunicare a distanza era un vero proprio tabù. "Non era semplice", racconta davanti ad una platea di ragazzi riunita dall'Osservatorio Permanente Giovani Editori, "quando si parlava al telefono si rischiava di essere spesso intercettati".  Koum frequentava a Kiev una scuola in cui mancavano i riscaldamenti, e nell'edificio c'era solo un bagno, all'esterno. E' solo grazie alla madre, casalinga, che le cose cambiarono; il giovane sbarcò con lei in America, dove iniziò a lavare i pavimenti di un negozio per poter vivere in un piccolo appartamento con due stanze, beneficiando dei sussidi ed andando avanti con i buoni pasto.

Erano poveri, e a scuola non era un genio, si diplomò a malapena. Ma a 18 anni iniziò ad interessarsi alla programmmazione, e completamente autodidatta iniziò ad acquistare manuali da un negozio di libri usati per poi restituirli una volta letti. Successivamente iniziò a lavorare nella società Ernst & Young. Fu rifiutata poi la sua domanda di assunzione in Facebook. Ma non si diede per vinto, infatti nel 1997 venne assunto da Yahoo come ingegnere delle infrastrutture insieme a Brian Acton, suo futuro socio cofondatore di WhatsApp. E' qui che tutto ebbe inizio. Essere nato in Ucraina, dove la comunicazione era un lusso e il telefono era per ricchi, ha aiutato il giovane a sviluppare un metodo per far comunicare tutte le persone, e trovò così, la soluzione giusta al momento giusto.

 L'idea era quella di creare qualcosa di molto semplice ed intuitivo per permettere una comunicazione veloce ed efficiente. Inizialmente fu un flop ma Koum e colleghi non si demoralizzarono. Infatti fondarono WhatsApp nel 2009, in California. Koum quasi subito scelse questo nome perché voleva suonasse come un :"Cosa succede?" 

«Essere in grado di raggiungere qualcuno in mezzo alla strada in tutto il mondo istantaneamente, su un dispositivo che è sempre con te, è potente», dice. Nel 2014, l’accordo milionario con Facebook sancisce definitivamente il suo successo. Lo stesso Facebook, che anni addietro, aveva rifiutato la sua domanda d'ammissione.

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