Spesso siamo soliti pensare che “chi ce l’ha fatta” ha avuto tutto facile ed una strada in discesa. Ma…non e’ sempre così. Spesso...e’ esattamente il contrario.

Anche coloro che oggi hanno lasciato un segno nella storia, hanno attraversato momenti di difficoltà, di fallimento e di perdita di fiducia. Questa sezione del sito vuole raccontare piccole storie di persone, oggi grandi personaggi, che si sono però lasciati guidare dalla loro passione, talento e creativita’ per realizzare la propria missione.

Persone di ogni settore artistico, scientifico, imprenditoriale, creativo che, realizzando la propria vocazione sono divenuti imprenditori di se stessi nei vari settori professionali in cui si sono espressi.

Cercheremo di raccontare brevemente alcune storie, anche di brand noti a livello internazionale, perche’ siano di ispirazione, consapevoli che sono proprio le storie a fungere da esempio e da “movens”, per riflettere e ispirare la nostra auto-realizzazione.

ROBERT REDFORD - UN'ISPIRAZIONE PER L'INNOVAZIONE

da TalentNCreativity

Charles Robert Redford è nato a Santa Monica il 18 agosto 1936.

Attore e regista statunitense, appassionato di politica, democratico, direttore e fondatore del Sundance Film Festival, vincitore di due premi Oscar, ecologista e sex symbol.Nato da padre lattaio e contabile, e madre casalinga, Redford crebbe nel quartiere spagnolo della città. "Erano gli anni della depressione", racconta "c'erano pochi soldi, i miei avevano perso tutto e si erano trasferiti a vivere su una roulotte. Un paio di amici dei miei genitori avevano accettato di ospitarci". 

Redford vide morire la madre a soli 41 anni, e attraversò un periodo di ribellione, in cui abbandonò gli studi a soli 19 anni. Al liceo amava più l’arte e lo sport che lo studio in genere. Nel 1955 ottiene comunque una borsa di studio per l'Università del Colorado ma ben presto perse interesse per lo studio, abbandonò lo sport e venne cacciato prima dalla squadra di baseball e poi dall'università.

Partì per l'Italia e la Francia per misurarsi con la vita d'artista e con l'intenzione di frequentare una scuola di pittura a Parigi, ma poi decise di girare l'Europa facendo l'autostoppista e dormendo in ostelli per la gioventù.

A Firenze lavorò nello studio di un pittore, ma le sue doti in quest'arte non emersero. Decise di tornare a casa, in America.Ritornò dopo un anno a Los Angeles e, deluso, cominciò a bere.Quello stesso anno conobbe Lola Van Wagenen, una diciassettenne che abitava nel suo stesso palazzo, con la quale cominciò una relazione che ebbe un'influenza positiva su di lui.I due si sposarono e rimarrano insieme per 27 anni. 

Smise di bere e nel 1958 si iscrisse al Prat Institut di New York per studiare arte.Non era poi così attratto dalla recitazione, ma cominciò lo stesso a studiarla perché voleva sapere ogni cosa sul mondo del teatro, visto che si interessava anche di sceneggiatura e di scenografia.

Un insegnante gli procurò un piccolo ruolo in una produzione di Tall Story, a Broadway: questo, inaspettatamente, diventò il trampolino di lancio verso il grande successo. Aveva già il fascino inossidabile che gli conosciamo. Era biondo e atletico, romantico ed elegante mentre, col suo sorriso smagliante, seduceva raccontando storie e disegnando. Non convinse, però, la sua famiglia.

Nel 1958, dopo alcuni ruoli in serie tv, il padre, che non era d'accordo, gli disse: "Perché non trovi un lavoro?" Redford esordisce sul grande schermo con "Caccia di guerra" in cui Sydney Pollack, da regista, ne fa il suo attore di punta.Col volto pieno di rughe già da giovanissimo, Redford è perfetto in tutti i ruoli (tranne forse in quelli da cattivo). Incarna meglio, infatti, l'eroe positivo, romantico,quello che ogni mamma vorrebbe come genero.

Nel periodo in cui inizia ad affermarsi come attore, si consolida anche la sua vocazione alle battaglie per i diritti e all'azione nel sociale: si batte contro la costruzione di una centrale elettrica nello Utah. Il progetto della centrale salta e l'attore riceve numerose minacce di morte. 

Nella commedia teatrale "A piedi nudi nel parco", nel 1963, ottiene un enorme successo come protagonista, che gli regala lo status di sex symbol.Nel 1966, in "Lo strano mondo di Daisy Clover", vince il Golden Globe come miglior attore emergente.

Diventa produttore con "Gli spericolati", e nel 1990 crea il Sundance Institute: un istituto che aiuta le nuove promesse del cinema fornendo docenti, materiale tecnico e consulenza di grandi professionisti. Da lì nasce il Sundance Film Festival che, grazie a lui, diventa la più importante vetrina mondiale del cinema indipendente americano.

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RITA LEVI-MONTALCINI - UNA DONNA LIBERA DI PENSARE

da TalentNCreativity

Rita Levi-Montalcini (aprile 1909 – dicembre 2012), nata in una famiglia ebrea, è stata una neurologa, accademica e senatrice a vita, italiana.

Negli anni '50 le sue ricerche la portarono alla scoperta del fattore di accrescimento della fibra nervosa, scoperta che le fece vincere il premio Nobel per la medicina.

Figlia di Adamo Levi, ingegnere elettrotecnico e matematico, e della pittrice Adele Montalcini, entrambi molto colti, assorbì dai genitori la passione per la ricerca intellettuale. Trascorse l'infanzia e l'adolescenza in un ambiente sereno. Nonostante l'opinione del padre, convinto che una carriera professionale avrebbe interferito con i doveri di una moglie e di una madre, Rita all'età di vent'anni entrò nella scuola di medicina Giuseppe Levi, dove cominciò gli studi sul sistema nervoso che avrebbe proseguito per tutta la vita.

Nel 1936 si laureò in medicina e chirurgia con la lode e successivamente si specializzò in neurologia e psichiatria.

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