Spesso siamo soliti pensare che “chi ce l’ha fatta” ha avuto tutto facile ed una strada in discesa. Ma…non e’ sempre così. Spesso...e’ esattamente il contrario.

Anche coloro che oggi hanno lasciato un segno nella storia, hanno attraversato momenti di difficoltà, di fallimento e di perdita di fiducia. Questa sezione del sito vuole raccontare piccole storie di persone, oggi grandi personaggi, che si sono però lasciati guidare dalla loro passione, talento e creativita’ per realizzare la propria missione.

Persone di ogni settore artistico, scientifico, imprenditoriale, creativo che, realizzando la propria vocazione sono divenuti imprenditori di se stessi nei vari settori professionali in cui si sono espressi.

Cercheremo di raccontare brevemente alcune storie, anche di brand noti a livello internazionale, perche’ siano di ispirazione, consapevoli che sono proprio le storie a fungere da esempio e da “movens”, per riflettere e ispirare la nostra auto-realizzazione.

Romelu Lukaku e il sogno del calcio

da Alberto

Il miglior marcatore nella storia del calcio belga, l'ex giocatore del Chelsea e del Manchester United, attualmente all'Inter, il cui valore sul mercato calcistico mondiale ha raggiunto alla fine del 2019 circa 75 milioni di euro¹. Romelu Lukaku, il giocatore belga che da bambino viveva in estrema povertà e che nonostante molteplici ostacoli non ha mai smesso di inseguire il suo sogno di diventare un grande calciatore.

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Fonte della foto: https://www.inter.it/en/news/2019/08/9/romelu-lukaku-at-inter-the-first-photos.html

Romelu Lukaku è nato nel maggio del 1993 ad Anversa, Belgio. I suoi genitori sono congolesi e anche suo padre Roger era un calciatore professionista. Quando Lukaku era un ragazzino, la sua famiglia si è trovata di fronte a gravi problemi economici. Il capocannoniere belga ricorda ancora i topi che correvano nel loro appartamento e i periodi in cui mancava l'elettricità o l'acqua calda. Un giorno, quando aveva solo sei anni, tornò da scuola e notò sua madre mescolare il latte con l'acqua. Come racconta Lukaku, in quel momento cambiò la sua vita. "Ricordo il momento esatto in cui ho capito che eravamo al verde. (...) Non solo poveri, ma al verde"². Fu allora che decise di iniziare a giocare a calcio per migliorare il futuro della sua famiglia.

Le sue prime squadre erano Rupel Boom, Wintam, Lierse SK e FC Bruxelles. All'età di 13 anni iniziò a giocare per l'Anderlecht. È stato anche il periodo in cui Lukaku ha partecipato al reality show belga "De School Van Lukaku". Il programma presenta le vite degli studenti dell'Istituto Sint-Guido, compresi gli allenamenti del giovane Lukaku. Compiuti sedici anni, Lukaku firmò il suo primo contratto professionale con l'Anderlecht. Nell'agosto 2011 ha firmato un contratto quinquennale con il Chelsea e nel luglio 2014 con l'Everton. Tre anni dopo il giovane calciatore è passato al Manchester United per un compenso di circa 85 milioni di sterline. Dall'agosto 2019 è il giocatore con il numero 9 dell'Inter.

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Fonte della foto: https://sempreinter.com/2020/02/08/inter-striker-romelu-lukaku-has-almost-scored-as-many-goals-as-players-currently-in-ac-milan-squad/

Per tutta la vita Lukaku ha dovuto affrontare razzismo, discriminazione e derisione. Alto e atletico per la sua età, a 11 anni fu chiesto dai genitori dei bambini della squadra avversaria di mostrare il suo documento d'identità prima della partita; non credevano che avesse 11 anni. Ma nonostante tutto non ha mai smesso di fidarsi di se stesso e di lavorare sodo per raggiungere il suo obiettivo: "Volevo essere il miglior calciatore della storia del Belgio. (...) Non bravo. Non bravissimo. Il migliore."²

Lukaku non è solo un eccezionale attaccante, ma anche un poliglotta; parla francese, fiammingo, inglese, portoghese, spagnolo, tedesco e la lingua lingala. Dalla sua trasferta all'Inter ha iniziato a studiare anche l'italiano, perché come afferma: "È importante per me come giocatore che mi capiscano alla perfezione. Come voglio la palla. Dove voglio la palla. Devo conoscere le parole esatte in italiano perché i dettagli sono diversi in ogni lingua."³

Fonti:

1. https://www.transfermarkt.com/romelu-lukaku/profil/spieler/96341

2. https://www.theplayerstribune.com/en-us/articles/romelu-lukaku-ive-got-some-things-to-say

3. https://www.givemesport.com/1515044-romelu-lukaku-can-now-speak-eight-languages-after-conquering-italian

4. https://en.wikipedia.org/wiki/Romelu_Lukaku

Peggy Guggenheim e l'arte contemporanea

da Alberto

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Fonte dell'immagine: https://www.bbc.co.uk/programmes/b07gpdbz

Peggy Guggenheim è stata una delle più note collezioniste dell'arte moderna e mecenate, che ha raccolto le opere dei più importanti artisti del XX secolo. Picasso, Braque, Pollock, Kandinsky, de Chirico o Klee, sono solo alcuni esempi di grandi nomi della sua ricca collezione d'arte, che oggi può essere ammirata a Palazzo Venier dei Leoni a Venezia. Grazie alla sua determinazione e al suo coraggio, Peggy Guggenheim è riuscita ad affermarsi nel mondo dell'arte, che ai suoi tempi era dominato dagli uomini. Rimase intransigente e tenace nel seguire il suo cammino, nonostante il fatto che nemmeno la sua stessa famiglia credesse che avrebbe raggiunto qualcosa nella sua vita.

New York, Parigi e „Guggenheim Jeune” a Londra

Marguerite Guggenheim, conosciuta come Peggy, nacque nel 1898 a New York nella ricca famiglia dei Guggenheim. Compiuti 21 anni si trasferì a Parigi, la mecca dell'arte moderna, dove entrò nel mondo bohémien della città, iniziando a scoprire l'arte contemporanea e conoscendo numerosi artisti. Nel 1938 si trasferì a Londra e aprì la sua prima galleria "Guggenheim Jeune". In quel periodo iniziò anche a collezionare opere d'arte. Nella sua galleria vennero esposte le opere di maestri come Kandinsky, Picasso, Braque, Duchamp, Ernst, Arp o Tanguy. Mentre la Guggenheim stava pianificando di trasformare la sua galleria in un museo d'arte moderna, l'inizio della seconda guerra mondiale la costrinse ad abbandonare il progetto.

New York e la galleria Art of This Century

Poco dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, la Guggenheim si recò a Parigi e iniziò ad acquistare opere d'arte, come dichiarò "un'opera al giorno"(1). Tuttavia, con l'avanzare della guerra, decise di tornare in America e nel 1941 partì per New York insieme alla sua collezione. Un anno dopo, Peggy aprì la galleria Art of This Century, dove espose opere di artisti surrealisti, astratti e cubisti, sia europei che americani. Era il periodo in cui la Guggenheim scoprì Jackson Pollock e organizzò la sua prima mostra. La mecenate promosse anche le artiste della sua epoca; nel 1943 organizzò una mostra tutta al femminile intitolata "31 Women", che ospitò opere di maestre come Frida Kahlo, Dorothea Tanning, Leonora Carrington, Leonor Fini o Meret Oppenheim.

Ritorno in Europa: Venezia

Nel 1947 Peggy chiuse la sua galleria a New York e tornò nel Vecchio Continente. Nel 1948 la sua collezione di opere americane venne esposta alla Biennale di Venezia. Peggy acquistò anche un edificio del XVIII secolo, Palazzo Venier dei Leoni, che subito divenne un centro di incontri per artisti e scrittori. Nel 1951 la Guggenheim decise di aprire al pubblico la sua collezione d'arte e trasformò la sua casa in un museo. Nel corso degli anni le sue opere furono ospitate in molte città europee, mentre lei stessa continuava a sostenere gli artisti e ad ampliare la sua collezione. Nel 1976 decise di donare la sua proprietà alla fondazione di suo zio, la Fondazione Solomon Guggenheim, che dopo la morte di Peggy nel 1979 divenne responsabile della Collezione Peggy Guggenheim.

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Palazzo Venier dei Leoni a Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Fonti:

  1. https://en.wikipedia.org/wiki/Peggy_Guggenheim
  2. https://www.theartstory.org/influencer/guggenheim-peggy/life-and-legacy/
  3. https://www.theveniceinsider.com/artistic-legacy-peggy-guggenheim-venice/
  4. https://www.gothamcenter.org/blog/the-notorious-31-women-art-show-of-1943