Spesso siamo soliti pensare che “chi ce l’ha fatta” ha avuto tutto facile ed una strada in discesa. Ma…non e’ sempre così. Spesso...e’ esattamente il contrario.

Anche coloro che oggi hanno lasciato un segno nella storia, hanno attraversato momenti di difficoltà, di fallimento e di perdita di fiducia. Questa sezione del sito vuole raccontare piccole storie di persone, oggi grandi personaggi, che si sono però lasciati guidare dalla loro passione, talento e creativita’ per realizzare la propria missione.

Persone di ogni settore artistico, scientifico, imprenditoriale, creativo che, realizzando la propria vocazione sono divenuti imprenditori di se stessi nei vari settori professionali in cui si sono espressi.

Cercheremo di raccontare brevemente alcune storie, anche di brand noti a livello internazionale, perche’ siano di ispirazione, consapevoli che sono proprio le storie a fungere da esempio e da “movens”, per riflettere e ispirare la nostra auto-realizzazione.

CONSTANTIN BRANCUSI E LA SCULTURA

da TalentNCreativity

Constantin Brancusi è uno dei più famosi artisti rumeni.

Brancusi trascorre la sua gioventù in Romania e all’età di 18 anni si iscrive alla Scuola di Arti e Mestieri a Craiova e successivamente all’Accademia di Belle Arti a Bucarest, in quel periodo si sposta in diversi paesi per lavorare. Non contento dell’accademia decise di abbandonarla perché creava in lui un senso d’insoddisfazione, quindi convinto di voler continuare il suo percorso artistico si trasferisce a Parigi all’età di 28 anni.

Lì si iscrive all’Ecole des Beaux-Arts. L’anno successivo partecipa al Salon d’Automne, in questo periodo Brancusi fù molto ispirato dalle opere di Rodin Auguste con il quale stringe anche un amicizia, ed espone alcune opere, tra cui “Orgoglio” e “Busto di un bambino”. Durante il 1907 scolpisce due opere importanti per la sua carriera, il “Tormento II” molto lodato da Rodin e “Il bacio”.

Nel 1908 stringe diverse amicizie con alcuni artisti, come Amedeo Modigliani, Erik Satie e Marcel Duchamp. Nonostante questo resta in buoni rapporti con la sua terra natia dove ogni anno espone una sua scultura. Nel 1913 espone 5 opere all’Armony Show di New York e l’anno dopo fu esposta per la prima volta una sua opera da Alfred Stieglitz nella sua galleria. Nel frattempo si dedica a creare sculture di legno e durante la prima guerra mondiale si avvicina all’astrattismo.

Tra gli anni 1920 e 1930 gli viene dedicato un numero sulla rivista “The Little Review”, poi si reca due volte in America per partecipare alle sue mostre alla Wildenstein e alla Brummer Gallery di New York e successivamente la sua opera “Uccello nello spazio” fu considerata un’opera d’arte dopo un processo. All’inizio degli anni 30 Brancusi viaggia molto tra i vari paesi, e nel 1935 gli viene dato l’incarico di creare il monumento dei caduti per il parco di Târgu Jiu in Romania e infine compone la sua ultima scultura,il gesso “Grand coq” a Parigi.
Link delle fonti:
https://biografieonline.it/biografia-constantin-brancusi
http://www.guggenheim-venice.it/collections/artisti/biografia.php?id_art=26&page=a_c
Link foto:
https://www.thoughtco.com/constantin-brancusi-4771871

MARINA ABRAMOVIC E LE SUE PERFORMANCE

da TalentNCreativity

Marina Abramović è una delle artiste contemporanee più famose, grazie alle sue esibizioni.

 All'età di 14 anni ha il primo contatto con l'arte grazie all'amico del padre in cui le fa tagliare una tela e gettare sopra materiali di diverso tipo, prima di farla esplodere. Nel 1973 ha la sua prima performance che viene  intitolata"Rhytm 10"

 Negli anni successivi si traferisce ad Amsterdam e conosce Ulay, l'artista tedesco con cui inizia una collaborazione e relazione sentimentale. Insieme, faranno numerose performance come "Imponderabilia". Nel 1988 per mettere fine alla loro storia d'amore percorrono a piedi la Muraglia Cinese, partendo dagli estremi opposti. Conclusa la camminata si dicono addio creando così la performance intitolata "The Lovers".

Nel 1997 Marina Abramović vince il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia con la performance intitolata " Balkan Baroque" (in cui spazzola per ore ossa di bovino per eliminare sangue e altri resti). Nel 2010 al MoMa di New York dà vita a "The Artist is present" :ovvero una performance che dura tre mesi, nella quale l’artista rimane seduta immobile per ore sfidando il pubblico a tenere il suo sguardo. 

Da settembre 2018 a gennaio 2019, è in mostra al Palazzo Strozzi a Firenze la prima grande esposizione  italiana dedicata a Marina Abramović, che prende il nome di "The Cleaner" dove sono presenti oltre 100 opere tra dipinti, video e performance, dove ripercorre tutti i periodi più significativi per la sua carriera.

 Durante la presentazione della mostra a Firenze Marina  Abramović parla del rapporto tra il genere femminile e la carriera artistica e afferma che non è “difficile essere una donna artista: quello che importa è non aver paura di niente e di nessuno, ma questo è il problema con le donne in generale", inoltre poi aggiunge che i social e la tecnologia "in sé non hanno nulla di male: il male sta nell'uso che ne viene fatto. Certo però - sottolinea - che Instagram non è arte"

Link delle fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Marina_Abramović 

https://www.arteworld.it/marina-abramovic-biografia/

Foto: https://notiziario.acdmae.it/2017/05/attraversare-i-muri-con-marina-abramovic/